Lettera
aperta del Circolo tematico “Legalità, lavoro e mezzogiorno” del Pd di Cosenza
IL
Pd cosentino e la cultura delle torte in faccia
Dopo
la non esaltante vicenda del commissariamento del Pd cosentino, ovvero dei suoi
quattro circoli cittadini con la nomina del’On. Ferdinando Aiello e, dopo le
sue dimissioni per le polemiche che si sono susseguite all’interno del Pd
stesso; un altro boccone amaro il popolo assennato della sinistra locale e la
collettività in generale sono è costretti
ad ingoiare. Boccone che nella
sua estemporaneità iconoclastica e figurativa, appalesa segni di grave sufficienza
politica ed oggettiva precarietà di governo del partito. Infatti sulla nomina citata e sulle successive recenti dimissioni si sono
consumati scontri di rappresentanza e di
potere tutti interni al Pd stesso. Ovvero dentro un contesto, che appare e si sforza di essere
sempre più lontano della società civile e sempre pià refrattario a percepire il
senso comune della politica. Verosimilmente il Pd locale non è nuovo a
praticare l’arte del masochismo politico
costi quel che costi e, purchè ciò consente il governo del partito, il
ruolo personale dominante del politico di turno e l’evangelizzazione del “ghe pensi mi” di berlusconiana memoria.
Questa miseria si scarica sulla fede di tanti cittadini e giovani che, come il
sottoscritto, credono ancora nel ruolo nobile della politica, nel ruolo
fondamentale di un partito e di una sinistra
capace di farsi carico delle vere emergenze e bisogni collettivi. In verità da tempo il Pd
calabrese e cosentino ha perso quel
fascino di partito elitario di un tempo passato. Quel fascino di partito di
lotta e di testimonianza, tutto teso alla moralizzazione della politica, delle
istituzioni e della stessa società civile. Partito fatto di regole e di
democrazia partecipata dove la classe dirigente si pesava per quanto valeva in
termini di cultura, passione politica e senso delle istitizione.
Oggi,
al contrario, la classe dirigente si impone in funzione del solo tasso di arroganza e del
pacchetto di voti e di tessere detenuto, indipendentemente dal tasso di decenza etica, morale e culturale della medesima. Sicchè si assiste ad una degenerazione di
ruoli e funzioni; alla perdita di credibilità; al disprezzo della
partecipazione e della democrazia
interna.
All’esterno,
il virus dell’antipolitica e del populismo è la manifestazione più eclatante di
questo fenomeno degenerativo che non risparmia nessuno, compreso il maggior partito della sinistra
locale e nazionale.
Sulle
imminenti elezioni comunali di Cosenza il Pd nostrano rischia di ripetere gli
stessi errori di cinque anni fa, con l’aggravante di buttare alle ortiche e
vanificare i vantaggi politici ed elettorali derivanti dalla quasi inesistenza organizzativa
della destra locale, dal ruolo di governo del Pd regionale e nazionale.
Le
schermaglie, tutte interne al partito, sul problema del coordinamento cittadino
e i distinguo e le divergenza con gli altri partiti del centrosinistra sul
percorso e sui contenuti per la scelta
del candidato unitario per le elezioni
comunali, sono la cartina al tornasole della mancanza di una linea politica
condivisa e della inesistenza di una
verà unità interna tra le varie anime e correnti. Per giorni la stampa
locale ha ritagliato e portato in luce
nell’immaginario collettivo, una immagine non esaltante della vita interna del
partito, mettendo in risalto la totale assenza di contenuti e programmi per il
futuro assetto della città, quale fondamentale presupposto di azione politico-programmatica
della prossima campagna elettorale. Di contro, la stessa stampa ha disegnato un
misero quadro che ha, nell’eterna contrapposizione dirigenziale, la tinta più
forte in termini di visibilità politica. Alle dimissioni volontarie(?) dell’
On. Aiello come commissario cittadino, il segretario regionale On. Magorno risponde con la nomina di un organismo
pletorico in ossequio alla tradizione del pd. Un organismo
fatto di più di quindici persone cooptando tutto lo staf dirigenziale
del partito partendo da quello nazionale(presenza dei deputali locali),
passando per quello regionale regionale (presenza dei consiglieri regionali), per
finire a quello cittadino con la presenza dei segratari dei quattro circoli
cittadini. Ci sarebbe da piangere di fronte a tanta insensatezza e di fronte a tanta
inconcludenza se non intervenisse il sentimento di assuefazione, di noia e di
rassegnazione alla politica spettacolarizzata. Alla politica fatta di
pasticcini, di carote e di torte in faccia, oppure alla politica fatta di buoni,
brutti e cattivi. Ovvero: di fatti, azioni e personaggi che ricordano i film
comici di Stanlio ed Ollio e quelli
famosi del grande Sergio Leone. Devo tuttavia segnalare,
che in questo percorso ed attraversata del deserto della politica, al
segretario regionale gli è mancato di mettere la ciliegina sulla torta. Ovvero: di non aver completato
la lista con i segretari degli unici circoli tematici del Pd presenti nel
territorio: quello sulla “Legalità,
lavoro e mezzogiorno” e quello che
tratta le politiche del territorio e la sanità. Il quadro sarebbe stato più completo e la
bacheca degli atti di governo del Pd locale più ricca di eventi e più significativa
in termini di contenuti e proposte.
Come
si fa a non essere basiti di fronte a tutto ciò, specie in un momento difficile come quello di oggi, dove vengono messi in
discussione valori e condizioni sociali,
libertà e democrazia. Come si fa a non essere investiti dal vento della
delusione e della sfiducia quando un
partito come il Pd: mostra evidenti segnali di sbandamento; assenza di leadership; assenza
di un vero progetto di cambiamento come
valore.
Cosenza
li 17/11/2015
Tonino
Simone (Segretario fac. fun. Circolo
tematico del Pd di Cosenza)

