giovedì 19 novembre 2015

Lettera aperta del Circolo tematico “Legalità, lavoro e mezzogiorno” del Pd di Cosenza


IL Pd cosentino e la cultura delle torte in faccia

Dopo la non esaltante vicenda del commissariamento del Pd cosentino, ovvero dei suoi quattro circoli cittadini con la nomina del’On. Ferdinando Aiello e, dopo le sue dimissioni per le polemiche che si sono susseguite all’interno del Pd stesso; un altro boccone amaro il popolo assennato della sinistra locale e la collettività in generale sono è costretti  ad ingoiare.  Boccone che nella sua estemporaneità iconoclastica e figurativa, appalesa segni di grave sufficienza politica ed oggettiva precarietà di governo del partito. Infatti  sulla nomina citata  e sulle successive recenti dimissioni si sono consumati  scontri di rappresentanza e di potere tutti interni al Pd stesso. Ovvero dentro  un contesto, che appare e si sforza di essere sempre più lontano della società civile e sempre pià refrattario a percepire il senso comune della politica. Verosimilmente il Pd locale non è nuovo a praticare l’arte del masochismo politico  costi quel che costi e, purchè ciò consente il governo del partito, il ruolo personale dominante del politico di turno e l’evangelizzazione del “ghe pensi mi” di berlusconiana memoria. Questa miseria si scarica sulla fede di tanti cittadini e giovani che, come il sottoscritto, credono ancora nel ruolo nobile della politica, nel ruolo fondamentale di un partito e di una sinistra  capace di farsi carico delle vere emergenze e  bisogni collettivi. In verità da tempo il Pd calabrese e cosentino  ha perso quel fascino di partito elitario di un tempo passato. Quel fascino di partito di lotta e di testimonianza, tutto teso alla moralizzazione della politica, delle istituzioni e della stessa società civile. Partito fatto di regole e di democrazia partecipata dove la classe dirigente si pesava per quanto valeva in termini di cultura, passione politica e senso delle istitizione.
Oggi, al contrario, la classe dirigente si impone  in funzione del solo tasso di arroganza e del pacchetto di voti e di tessere detenuto, indipendentemente  dal tasso di decenza etica,  morale e culturale della medesima.  Sicchè si assiste ad una degenerazione di ruoli e funzioni; alla perdita di credibilità; al disprezzo della partecipazione  e della democrazia interna.
All’esterno, il virus dell’antipolitica e del populismo è la manifestazione più eclatante di questo fenomeno degenerativo che non risparmia nessuno,  compreso il maggior partito della sinistra locale e nazionale.
Sulle imminenti elezioni comunali di Cosenza il Pd nostrano rischia di ripetere gli stessi errori di cinque anni fa, con l’aggravante di buttare alle ortiche e vanificare i vantaggi politici ed elettorali  derivanti dalla quasi inesistenza  organizzativa  della destra locale, dal ruolo di governo del Pd regionale e nazionale.
Le schermaglie, tutte interne al partito, sul problema del coordinamento cittadino e i distinguo e le divergenza con gli altri partiti del centrosinistra sul percorso e sui contenuti  per la scelta del candidato unitario  per le elezioni comunali, sono la cartina al tornasole della mancanza di una linea politica condivisa  e della inesistenza di una verà unità interna tra le varie anime e correnti. Per giorni la stampa locale  ha ritagliato e portato in luce nell’immaginario collettivo, una immagine non esaltante della vita interna del partito, mettendo in risalto la totale assenza di contenuti e programmi per il futuro assetto della città, quale fondamentale presupposto di azione politico-programmatica della prossima campagna elettorale. Di contro, la stessa stampa ha disegnato un misero quadro che ha, nell’eterna contrapposizione dirigenziale, la tinta più forte in termini di visibilità politica. Alle dimissioni volontarie(?) dell’ On. Aiello come commissario cittadino, il segretario regionale On. Magorno  risponde con la nomina di un organismo pletorico in ossequio alla tradizione del pd.  Un organismo  fatto di più di quindici persone cooptando tutto lo staf dirigenziale del partito partendo da quello nazionale(presenza dei deputali locali), passando per quello regionale regionale (presenza dei consiglieri regionali), per finire a quello cittadino con la presenza dei segratari dei quattro circoli cittadini. Ci sarebbe da piangere di fronte a tanta insensatezza e di fronte a tanta inconcludenza se non intervenisse il sentimento di assuefazione, di noia e di rassegnazione alla politica spettacolarizzata. Alla politica fatta di pasticcini, di carote e di torte in faccia, oppure alla politica fatta di buoni, brutti e cattivi. Ovvero: di fatti, azioni e personaggi che ricordano i film comici di Stanlio ed Ollio e quelli  famosi del grande  Sergio Leone. Devo tuttavia segnalare, che in questo percorso ed attraversata del deserto della politica, al segretario regionale gli è mancato di mettere  la ciliegina sulla torta. Ovvero: di non aver completato la lista con i segretari degli unici circoli tematici del Pd presenti nel territorio: quello sulla “Legalità, lavoro e mezzogiorno” e quello che tratta le politiche del territorio e la sanità.  Il quadro sarebbe stato più completo e la bacheca degli atti di governo del Pd locale più ricca di eventi e più significativa in termini di contenuti e proposte.
Come si fa a non essere basiti di fronte a tutto ciò,  specie in un momento difficile  come quello di oggi, dove vengono messi in discussione  valori e condizioni sociali, libertà e democrazia. Come si fa a non essere investiti dal vento della delusione e della sfiducia  quando un partito come il Pd: mostra evidenti segnali  di sbandamento; assenza di leadership; assenza di un vero progetto di cambiamento  come valore.



Cosenza li 17/11/2015




Tonino Simone (Segretario fac. fun. Circolo tematico del Pd di Cosenza)

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